10, 100, 1000 volte Facebook

On February 22, 2011, in Uncategorized, by admin

Commentiamo una notizia fresca fresca di appena 3 giorni fa.

Come sappiamo, in Egitto fino a qualche giorno fa la situazione era alquanto delicata visti i casini politici , ma un fatto di natura completamente diversa ha portato nuovamente l’attenzione mediatica verso il paese delle piramidi. E’ accaduto infatti che una famiglia abbia messo come nome alla loro primogenita, una parola che da un pò di tempo è sulla bocca di tutti. Bunga bunga? No, Facebook.

Ebbene si, hanno chiamato questa innocente creaturina con il nome del social network!  Vi rendete conto? Immaginatevi le scene di quando comincerà a relazionarsi con la gente, ammesso che per disperazione non si uccida prima. Ve la immaginate poveretta? “Piacere, mi chiamo Facebook Ibrahim, ( questo è il cognome vero), ma gli amici mi chiamano social network”. Ahahahahahaha…Insomma, una vita rovinata per sempre.

Dice, ma come mai i genitori le hanno dato questo nome? Già prima che nascesse gli stava sui cogl*oni?

Non esattamente, il padre, tale Jamal Ibrahim ha spiegato la cosa dicendo che il suo è stato un modo per commemorare la vittoria del popolo contro il dittatore, che proprio grazie al social network ha potuto organizzarsi e prendere corpo per poi sfociare nella rivolta che li ha portati alla libertà. Tanto che proprio per questo motivo il sito fu momentaneamente oscurato nei giorni di maggior concentrazione.

Una mossa in leggera controtendenza con il resto del popolo arabo, visto che da secoli l’america viene vista dagli arabi come “il grande satana” e il fatto di chiamare la propria figlia con il nome di quello che è il simbolo di maggior successo americano degli ultimi anni è davvero pazzesco. Che sia un egiziano a farlo poi…visto che sempre di arabi parliamo.

Va bene, ma ora vi chiederete cosa diavolo c’entra questo con il poker. C’entra c’entra, perchè non so se lo sapete, ma Facebook è anche il primo portale usato per il gioco online. Grazie a lui infatti, la “piccola” casa di software per i giochi online Zynga, ha raggiunto un tale successo e una mole di clienti così numerosa che è stata catapultata in cima ai colossi del gaming mondiale, alla pari quasi con la Cecireniello Corporation…no dai, questo me lo sono inventato ;)

Grazie a Zynga infatti è possibile giocare a poker online e ad altri giochi d’azzardo usando Facebook. Quindi, con 600 milioni di iscritti a disposizione, fatevi  un pò 2 calcoli per capire quanti quattrini ci sono in ballo.

Ora, torniamo alla questione Egitto.

Egitto e poker online

Dicevamo che il social network è stato oscurato per giorni durante la rivolta per impedire ai gruppi manifestanti di organizzarsi al meglio, ma per fortuna il più era già stato fatto in precedenza e la mossa di oscurare il sito era stata prevista e anticipata con contromosse efficaci.

Ma qualcos’altro è successo durante l’oscuramento. Apro una parentesi per dire che quando un governo fa una cosa del genere, gli estremi per la rivolta ci sono tutti e guai a tirarsi indietro. Chi è il governo per permettersi di decidere cosa possiamo o non possiamo fare nell’esercizio delle nostre libertà? Chiusa parentesi.

Dicevo, durante l’oscuramento, molti egiziani non hanno potuto usufruire del gioco online, visto che l’Egitto è uno dei paesi più attivi dell’Africa in questo settore. Ok, chiaramente avevano ben altro di cui preoccuparsi, ma questo oscuramento durato circa un paio di settimane ha fatto registrare perdite di notevole entità alle piattaforme di gioco online sul social network, soprattutto quelle del gioco africano. Una bella fetta che all’improvviso è venuta a mancare, causando perdite di centinaia di migliaia di dollari.

Comunque tutto è bene ciò che finisce bene e ci è stato fatto sapere che Facebook è stato ripristinato e il suo traffico è ripreso in maniera regolare.

W la révolution!!!

P.S.

Mi è venuta in mente una cosa… Ma secondo voi potrà mai capitare che magari qualche esaltato di poker o di gioco d’azzardo in generale possa essere talmente pazzo da chiamare un proprio figlio con qualche nome tecnico, tipo : All In, oppure Full D’Assi, o anche Blackjack… So che su quest’ultima parola, la battutina sulle persone di colore verrebbe automatica, ma poi so già che riceverai una valanga di mail di protesta da parte dei gruppi leghisti che mi suggerirebbero si usare altri termini più coloriti al posto di “persone di colore”. Poveracci, a forza di pulirsi il culo col tricolore non ci capiscono più nulla e sono alla continua ricerca di qualcosa di bianco e non vogliono vedere altri colori in giro.

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